Un altro modo di pensare
Print Friendly, PDF & Email

Il design thinking. Negli anni ’90 del secolo scorso (oddio quanto sembra lontano) venne presentata dallo psicologo Edward De Bono una teoria sul problem-solving, cioè sulla capacità umana di risolvere problemi.


Il design thinking

Il metodo del design thinking sfruttava le capacità creative piuttosto che le capacità razionali.
La creatività diventava dunque uno strumento potente quanto, se non di più, la logica e il ragionamento?

Per approfondire Edward De Bono Foundation – Lateral Thinking


Originariamente questa capacità fu chiamata pensiero laterale (lateral thinking) in contrapposizione al pensiero razionale. Oggi si è evoluta nel concetto di design thinking, grazie a un saggio di Tim Brown del 2008 che ha stravolto il mondo della progettazione.

Lettura: Tim Brown – Design Thinking


Ma quali sono le peculiarità del design thinking che l’hanno portato ad avere tanto successo?

La chiave del suo successo è nel processo creativo che sfrutta la rapidità nel trovare soluzioni non ottimali ma efficaci, che richiedono meno tempo ed energie per raggiungere un risultato ottimale.

Thinking like a designer can transform the way you develop products, services, processes—and even strategy.

Tim Brown

Ovviamente, questa competenza richiede un approccio non lineare e iterativo con il problema che si vuole risolvere e, per questo, permette l’analisi del problema da punti di vista che la razionalità nemmeno prenderebbe in considerazione. Sicuramente è una forma di pensiero non convenzionale che permette di raggiungere soluzioni inedite in tempi rapidissimi.

E può essere applicato in qualsiasi campo, senza alcuna limitazione.


Come fare?

Il metodo è davvero semplice e utilizza concetti già presenti nel sapere umano, per esempio il project management, da cui discendono le due domande fondamentali:

  • Che problema abbiamo e qual è il contesto nel quale agiamo
  • Quali opportunità abbiamo e quali dobbiamo sviluppare

Applicando le tecniche di design thinking, cioè utilizzando la creatività per mettere l’uomo, l’utente, al centro del problema, si può rispondere a queste domande chiave e produrre una soluzione efficace quanto inedita.


Il service design e il design thinking per l’innovazione di prodotto

Permette di innovare nel campo dei servizi al cliente. Il service design è un’attività che sta avendo una vasta diffusione perché favorisce la comprensione del comportamento dei consumatori e dei loro bisogni (guarda l’articolo “I bisogni di cui abbiamo bisogno” sui bisogni umani e il modo per soddisfarli). Entra qui in gioco la capacità di progettare e implementare servizi che sono desiderabili, fattibili e sostenibili.

Il Design Council inglese ha messo a punto una metodologia che può essere facilmente rapportata al design thinking e al suo modo di operare. Si tratta di una metodologia composta da sei passi (fonte: Elisabeth Graf – Service Designer):

  • Preparare: definizione del problema e dei risultati
  • Scoprire: ricerca esplorativa o valutativa
  • Definire: sintesi e definizione di opportunità
  • Progettare: generazione di idee e concept
  • Creare e provare: prototipazione e validazione
  • Implementare: roll-out e miglioramento

Le parole chiave sono le stesse del design thinking, esplorare, collaborare, coinvolgere e iterare continuamente.


Per approfondire

Per una breve presentazione del metodo vi lascio con l’ottimo video di Olivia Scagliarini, di professione Service Designer, curato da White Label.